Mi chiamo Khadija Eddrouche
Mi chiamo Khadija Eddrouche e sono in Marocco nel 1967. Dopo essermi diplomata nel mio paese in medicina con la qualifica di aiuto farmacista, nel 2002 mi sono trasferita in Italia dove, per trovare un lavoro, mi sono affidata ad una agenzia di lavoro interinale
Mi chiamo Khadija Eddrouche e sono in Marocco nel 1967. Dopo essermi diplomata nel mio paese in medicina con la qualifica di aiuto farmacista, nel 2002 mi sono trasferita in Italia dove, per trovare un lavoro, mi sono affidata ad una agenzia di lavoro interinale.
Il primo lavoro che mi è stato proposto e che ho svolto, anche se per pochi mesi, è stato quello di magazziniera in una azienda metalmeccanica, la Aier Metal di Padova.
Terminato questo primo lavoro e dopo un periodo di inattività mi è stato proposto e sono stata assunta, con un contratto di somministrazione, il lavoro di operaia alla Dab Pumps di Mestrino (sempre in provincia di Padova), azienda metalmeccanica che produce elettropompe. È stato, questo, il primo di 5 contratti (e ben 7 proroghe) con i quali, nell’arco di 2 anni, sono stata assunta dalla stessa azienda senza avere mai la sicurezza del lavoro.
Il 30 settembre 2006 è arriva il licenziamento, secondo l’azienda, definitivo.
A questo punto ho deciso di ribellarmi a tanta ingiustizia, poiché secondo me quello che era stato fatto con me e con tantissime lavoratrici e lavoratori precari, era semplicemente aggirare le leggi e risparmiare sulla pelle della povera gente. E così, dopo mesi e mesi di sacrifici, licenziamenti, riassunzioni, senza avere mai la possibilità di organizzare il futuro anche più prossimo con l’uomo, italiano, che nel frattempo ho sposato, ho deciso di iniziare la mia battaglia di vita e di lavoro, rivolgendomi – affiancata dalla Fiom – al tribunale del lavoro.
Dopo mesi di attesa, passati da un’udienza all’altra, finalmente il Tribunale di Padova ha accolto il mio ricorso, ordinando all’azienda di assumermi a tempo indeterminato dopo aver riconosciuto «il rapporto di lavoro sottoscritto tra le parti come un vero e proprio rapporto subordinato, con effetto dal primo contratto di somministrazione».
Lunedì 30 giugno 2008, quindi, sono entrata nella sua fabbrica con un contratto a tempo indeterminato, fiera della battaglia condotta, con finalmente la possibilità di organizzare il mio futuro.
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For more secure employment, against precarious work
The EMF Collective Bargaining Policy Conference 2009 launched the 2nd Common Demand:
“For more secure employment, against precarious work”,
which will be included in the collective bargaining demands of all its 75 affiliated trade unions and in future collective bargaining rounds throughout Europe over the next four years.